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IL MITO DELLA PAPPA REALE

Data pubblicazione : 24/10/2016     
Autore : Benvenuto Cestaro



I presunti benefici salutistici della pappa reale si perdono nella notte dei tempi: nell’antico Egitto veniva somministrata ai faraoni per mantenerli giovani e belli ( e dopo la morte era utilizzata per mummificarne il corpo); anche Cleopatra la utilizzava nella preparazione delle sue più segrete creme di bellezza.
Nell’antichità, in Giappone ed in Cina era considerata un prezioso afrodisiaco ed un valido anti-età.
Leggenda oppure c’è qualcosa di scientificamente dimostrato in tutto ciò?
Guardando la composizione della pappa reale (acqua 60-70%, lipidi 3-8%; proteine 9-18%; fruttosio, saccarosio, glucosio 7-18%; fibra 1-3%; tracce di vitamine e minerali) si sarebbe tentati di rispondere che le leggende su questo ”nobile alimento” sopravvalutano, alla grande, i suoi reali benefici salutistici.
Ma, da pochi anni, si è scoperto che la pappa reale contiene anche quantità minimali di due nuove molecole di grande interesse scientifico: l’acido 10-idrossi-2-decenoico (AID) e l’Adenosina monofosfato N-1 ossido (AMFO). Numerose recenti studi “in vitro”, su animali ed anche studi preliminari sull’uomo, hanno dimostrato che:

• L’AID possiede attività antibatteriche ed immunostimolanti, antitumorali, antidiabetiche, anti-ulcera, anti-depressive, anti-reumatiche ed anti-invecchiamento soprattutto cerebrale.

• L’AMFO è dotato di attività anti-invecchiamento cerebrale con meccanismi d’azione che ricordano quelli del “Nerve Grow Factor” o NGF ( la molecola scoperta da Rita Levi Montalcini che le ha fruttato il premio Nobel) e di altri fattori di crescita del sistema nervoso centrale e periferico, scoperti più recentemente, quali il BDNF (brain derived neurotrophic factor) ed il GDNF (glia derived neurotrofic factor). Su tutte queste molecole sono in corso numerosi studi (anche sull’uomo) per avere certezze scientifiche sul loro possibile impiego farmacologico e terapeutico e le attese in proposito sono considerevoli.

La vecchia pappa reale è, dunque, veramente l’elisir di lunga vita?
E’ presto per dirlo prima che studi certificati e definitivi ci indichino la modalità di assunzione, le dosi, il tempo di somministrazione e gli eventuali effetti collaterali. Va, inoltre, ricordato che la qualità delle moltissime “pappa reale” offerte commercialmente andrebbero seriamente controllate e certificate: ad esempio sarebbe non solo utile, ma anche necessario, che i contenuti di ADL ed AMFO delle diverse pappa reale fossero dosati realmente e riportati nelle schede nutrizionali delle stesse.

Prof. Benvenuto Cestaro
Professore Ordinario di Biochimica e Direttore della Scuola di Specializzazione di Scienza dell´Alimentazione , presso la Facoltà di Medicina dell’,Università degli Studi di Milano.





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