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SAN VALENTINO: possono i cibi aiutare l'amore?

Data pubblicazione : 09/02/2017     
Autore : Prof. Benvenuto Cestaro / dott.ssa Elvira Pistolesi



Per alcune coppie il giorno di San Valentino va festeggiato con una cena romantica il cui menù contenga cibi sfiziosi e possibilmente afrodisiaci, cioè capaci di incrementare il desiderio o la performance sessuale.
Ma esistono cibi con tali proprietà?
Il Prof. Benvenuto Cestaro e la dott.ssa Elvira Pistolesi sottolineano come non ci siano evidenze scientifiche che alcuni cibi abbiano un effetto sulla libido e sulle funzioni sessuali.
Comunque, poiché l’eccitazione sessuale coinvolge primariamente il sistema nervoso centrale, ed è una percezione sia fisica che mentale, non deve essere sottostimato il potere della suggestione sensuale e la capacità di alcuni cibi di stimolare i sensi dell’amore quali la vista, l’olfatto, il gusto ed il tatto.
Così, se non è stato scientificamente provato che i cibi possano stimolare gli organi sessuali, alcuni possono suggerire il sesso alla mente e di conseguenza fare sorgere il desiderio nel corpo.
Ad esempio, cibi che ricordano, per la loro forma, i genitali maschili e femminili sono stati identificati come afrodisiaci: le ostriche, le carote, gli asparagi, le banane; vegetali a bulbo quale la cipolla, che ricordano i testicoli, si è pensato potessero dare potenza all’uomo. Allo stesso modo spezie riscaldanti quale il chili ( con un bel colore rosso brillante) ed il curry , lo zenzero, il cinnamono, il cardamono, si è pensato potessero accendere la passione.
Anche il sapore e la texture gratificante del cioccolato che si scioglie in bocca lo fanno considerare un cibo afrodisiaco.
I profumi dei cibi preferiti o che riportano alla memoria delle esperienze passate molto piacevoli possono mandare segnali sensuali al cervello. Anche ai cibi rari (e per questo costosi), magari anche esotici, è stato assegnato un potere eccitante.
Non bisogna dimenticare l’effetto placebo, cioè l’effetto dovuto alla convinzione che un cibo, di fatto inattivo, abbia invece un effetto stimolante.
Per contro, ricerche scientifiche condotte su alcuni estratti vegetali o su principi bioattivi isolati dalle piante, hanno evidenziato un effetto sulle funzioni sessuali.
Ad esempio il Panax ginseng sembra essere abbastanza efficace nelle disfunzioni erettili e capace di incrementare l’eccitazione sessuale delle donne in menopausa.
L’estratto di Tribulus terrestris (pianta da fiore delle regioni tropicali) si è mostrato capace di incrementare i livelli di testosterone e di altri ormoni e di migliorare la libido.
La Pausinystalia yohimbe, albero sempreverde dell’Africa e dell’Asia, ha dimostrato proprietà terapeutiche per l’impotenza maschile.
La Maca (crucifera che si sviluppa nelle Ande) sembra possedere un effetto sul desiderio sessuale indipendente dai livelli di testosterone plasmatico.
A dispetto delle numerose ricerche condotte sulla efficacia di fito-costituenti della medicina cinese ed ayurvedica, sono molto pochi gli studi clinici che hanno testato le tradizionali erbe mediche nel trattamento delle disfunzioni sessuali.

Comunque sia, il consiglio per la cena di San Valentino è di cercare di stimolare i 5 sensi per inviare segnali sensuali al cervello: create una atmosfera romantica aiutandovi con candele e profumi di oli essenziali, ascoltate le vostre voci e selezionate cibi gratificanti che suggeriscono sesso e seduzione ad entrambi, in funzione del colore, della forma, della texture e del sapore.

Prof. Benvenuto Cestaro - mailto:bcestaro@hunza.it
Dott.ssa Elvira Pistolesi - www.elvirapisltolesi.it





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