• MW SUGGESTIONS •

MA QUALE E' LA VERITA' SULL'OLIO DI PALMA?

Data pubblicazione : 08/06/2017     
Autore : Prof. Benvenuto Cestaro



Contrariamente alla recente battaglia mediatica negativa, condotta, peraltro, solo in Francia ed in Italia, il Prof. Benvenuto Cestaro (professore di chimica biologica e biochimica della nutrizione della facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Milano) afferma che non ci sono evidenze scientifiche atte a dimostrare un effetto negativo sulla salute umana. Ciò è stato ribadito anche in una pubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità e dall’Istituto Mario Negri.

L’olio di palma è utilizzato da oltre 10.000 anni ed è l’olio più utilizzato al mondo. In occidente, più che come olio da cucina (vedi Asia, Africa, Brasile), è utilizzato raffinato e  soprattutto in prodotti da forno, dolci, gelati e margarine. Una caratteristica peculiare rispetto agli altri oli vegetali è la sua resistenza alla ossidazione così che, utilizzato ad alte temperature, determina una minore perossidazione dei grassi e di una minore produzione di composti chimici reattivi altamente nocivi. Ciò, è dovuto al suo alto contenuto in acidi grassi saturi rispetto ad altri oli vegetali quali l’olio di oliva, di girasole, di soia,, di mais, ecc.. Quindi, quando l’olio di palma viene utilizzato in cottura ed in alimenti che subiscono processi di riscaldamento (vedi prodotti da forno), sicuramente è il meno dannoso di tutti i possibili oli vegetali utilizzabili.

Proprio la sua ricchezza in acidi grassi saturi, però, è stata una delle criticità espresse dalla campagna denigratoria. E’ risaputo che il consumo eccessivo di acidi grassi saturi favorisce l’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, ed è associato ad un aumento del rischio cardiovascolare. Tale rischio non è, però, maggiore di quello di altri alimenti quali olio di cocco, burro di latte, burro di cacao, ecc., che hanno un alto contenuto di acidi grassi saturi. Inoltre, il consumo giornaliero di prodotti contenenti olio di palma, è piuttosto limitato in confronto all’assunzione dei grassi saturi introdotti, ad esempio, con la carne ed il formaggio. Quindi, il problema del rischio cardiovascolare non può essere legato all’olio di palma di per sé ma all’eccesso di acidi grassi saturi nella composizione della dieta occidentale ed al suo contenuto non salutistico in macro e micro-nutrienti.

La presenza di un’importante quantità di acido palmitico, acido grasso saturo responsabile dell’aumento del colesterolo, è stato un'altra criticità cavalcata dalla campagna contro l’olio di palma. Consideriamo, però, che anche altri alimenti assunti giornalmente, come la carne e i formaggi, il burro, creme, latticini, contengono importanti quantità di acido palmitico. Per di più, anche il latte materno è ricco di acidi grassi saturi ed in particolare di acido palmitico che contribuisce fino alla metà degli acidi grassi saturi presenti. Infatti, proprio i bambini, nelle prime fasi di vita, necessitano di acidi grassi saturi ed in particolare di acido palmitico.

Il dibattito relativo all’associazione tra olio di palma e salute, si è anche focalizzato sulla presenza di composti genotossici e cancerogeni (3-Mcpd, 2-Mcpd e Glicidil esteri degli acidi grassi) ; questi si formerebbero nel processo di raffinazione ad alte temperature (200°C) degli oli vegetali ed in quantità superiore nell’olio di palma rispetto agli altri oli vegetali. L'olio di palma, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare sostanze potenzialmente nocive. Di fatto, le industrie italiane più innovative, quali la Unigrà S.P.A., ottengono, oggi, l’olio di  palma bifrazionato, secondo recenti ed innovative tecniche di raffinazione; questo olio è ancora ricco degli antiossidanti originari ma con livelli di potenziali contaminanti dannosi (presenti in tutti gli oli vegetali raffinati) sicuramente inferiori ai livelli minimi di sicurezza stabiliti da EFSA (European Fodd Security Agency) ed inferiori a quelli presenti nel latte materno.

Sono di recente stati protocollati nuovi studi clinici atti a testare l’olio di palma Unigrà bifrazionato, ottenuto secondo le innovative tecniche di raffinazione.

Infine, è del 2 giugno la notizia che la Corte di Appello belga ha condannato la ditta Delhaizhe (che vanta una crema di cacao senza olio di palma) per la sua campagna pubblicitaria ritenuta denigratoria, falsa ed ingannevole nei confronti della Nutella di Ferrero che contiene, invece, l’olio di palma. Infatti, la Corte di Appello sostiene che il gruppo belga ha fatto riferimenti ambientali e sulla salute illegali perché non verificabili suscitatando dubbi nel consumatore sulla sicurezza alimentare della Nutella contenente olio di palma. Per questo la Delhaizhe è stata condannata ad una pena pecuniaria ed a togliere dalla pubblicità della loro crema di cacao la dizione “senza olio di palma”.





SIAMO COSCIENTI DEI DANNI CHE L'INQUINAMENTO AMBIENTALE CAUSA SULLA PELLE?SALVATORE FERRAGAMO CASUAL LIFE