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NO IL DOPPIOMENTO NO!

Data pubblicazione : 04/10/2017     
Autore : Paola Luchetti


L’impatto emotivo è tale che per due adulti su tre questa rappresenta una delle principali preoccupazioni, quando pensano al loro aspetto esteriore. E se per la metà di loro si tratta di un dispiacere, l’altra metà esprime un concreto desiderio di poter far qualcosa a riguardo per correggere il fastidioso inestetismo.
L’aspetto esteriore è infatti il biglietto da visita con cui ci si presenta al mondo, e il 78% degli adulti si basa su quello per valutare la bellezza propria e degli altri. Autostima e accettazione sociale appaiono quindi legate a doppio nodo a questa realtà. È quanto emerge da una indagine internazionale svolta su 7.700 adulti.

Si chiama #doppiomentostop la campagna lanciata  per creare sensibilizzazione intorno al tema del doppio mento.
Si tratta di una caratteristica fisica che riguarda migliaia di persone e che può impattare negativamente sulla percezione di sé, creando insicurezza e sfiducia in se stessi.

Luca Mazzucchelli, psicologo e psicoterapeuta, Vice Presidente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, pone l’accento sull’impatto psicologico che questo tipo di imperfezioni possono avere sulle persone: “L’impatto che alcuni inestetismi possono portare sulla nostra dimensione psicologica è rilevante: alcune ricerche mostrano che una quota significativa del livello di autostima è in relazione all’immagine corporea percepita come negativa o positiva. Se non ti piaci, è più difficile amarti “dentro”. Ed è ancora più difficile relazionarsi con gli altri, tanto che in alcuni casi si arriva a situazioni limite in cui si temono alcune situazioni pubbliche e conviviali. Il desiderio di volersi migliorare fisicamente, quindi, senza ovviamente ricorrere a ricostruzioni folli, non è necessariamente segno di vanità o narcisismo, anzi, è segno che vogliamo prenderci cura di noi stessi”.

Parliamo di soluzioni: la novità è un farmaco sviluppato dalla ricerca medica di Allergan. Una soluzione non invasiva e non chirurgica a base di acido desossicolico, che permette di intervenire nei confronti di un inestetismo che, fino a qualche mese fa, poteva essere trattato solo con interventi di tipo chirurgico come la liposuzione, effettuata in regime ospedaliero o in clinica.

Il dottor Erminio Mastroluca, specialista in chirurgia plastica ed estetica,  spiega i fattori che possono contribuire alla formazione del doppio mento: (non solo sovrappeso ma anche lassità cutanea, dimagrimento, predisposizione genetica, …) e descrive il funzionamento alla base dell’acido desossicolico: se iniettata nel grasso sotto il mento, la sostanza agisce direttamente sulle cellule adipose, provocandone la distruzione. Una volta distrutte, queste cellule non possono più immagazzinare grasso. Oltre a essere non invasivo, il trattamento è anche risolutivo nel lungo termine.

L’efficacia e la sicurezza della soluzione iniettabile sono state confermate da una rigorosa valutazione clinica, che comprende quattro studi di Fase III che hanno coinvolto più di 2.600 pazienti in tutto il mondo, dai quali emerge che il tasso di efficacia complessiva a 12 settimane dall’ultima iniezione raggiunge fino al 78,5%.

Il trattamento deve essere eseguito in regime ambulatoriale da un medico specializzato, che definirà con il paziente il numero ideale di sessioni di trattamento, in base alle specifiche caratteristiche del viso e ai desideri personali. Sono necessarie al massimo 6 sessioni anche se già dopo due sono visibili i primi benefici. I trattamenti vanno effettuati ad almeno 4 settimane di distanza l’uno dall’altro.
Il nuovo farmaco a base di acido desossicolico ha avuto buoni risultati anche sull’aspetto emotivo: una persona su due ha riportato un alleviamento del disagio psicologico causato dall’imperfezione (rispetto al 18% e al 17,3% dei soggetti trattati con il placebo) a 3 mesi dall’ultima iniezione.





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