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Addio a Gloria Vanderbilt, icona di stile e artista aveva 95 anni

Gloria Laura Vanderbilt è morta all’età di 95 anni a New York, stroncata da un cancro allo stomaco. A dare la notizia il figlio, Anderson Cooper, tra gli anchor di punta della CNN. “Gloria Vanderbilt”, ha detto Cooper, “era una donna straordinaria che amava la vita e la viveva a modo suo. Era una pittrice, una scrittrice, una stilista, ma anche una madre, moglie e amica straordinaria”.

Reuters

Una vita vissuta a modo suo sotto tutti gli aspetti. Sotto i riflettori sin dalla nascita perché erede della fortuna dei Vanderbilt, famiglia che costruì la sua ricchezza realizzando ferrovie, Gloria rimase orfana di padre quando aveva poco più di un anno. Negli anni ’30, quando aveva solo sei anni, fu protagonista di un processo per la sua custodia: a contendersela erano la madre Gloria Morgan Vanderbilt e la zia paterna Gertrude Vanderbilt Whitney. In ballo, insieme a Gloria bambina, c’era anche il patrimonio lasciatole dal padre Reginald Claypoole Vanderbilt e che avrebbe ereditato una volta compiuta la maggior età. La battaglia fu vinta dalla zia e la bambina fu strappata alla madre.

Classe 1924, crescendo, Gloria divenne una fanciulla bellissima. Occhi a mandorla e labbra carnose nonché un fisico perfetto la resero adatta a posare per la principali riviste di moda. Innamorata della vita e anche ribelle, si sposò per la prima volta nel 1941 a soli 17 anni contro il volere della zia. Il primo marito fu l’agente di Hollywood, Pat Di Cicco. Divorziò da lui nel 1945 per poi sposare subito dopo il direttore d’orchestra Leopold Stokowski, che all’epoca aveva 63 anni. “Lo conoscevo da una settimana e ci sposammo tre settimane dopo”, disse lei stessa durante un’intervista con Cooper. Da lui ebbe due figli e allo stesso tempo cominciò a perseguire anche la carriera artistica. Il matrimonio durò dieci anni fino al 1955 e dopo il divorzio nel 1956 sposò il regista e produttore, Sidney Lumet, negli anni successivi si dedicò alla moda e tra le altre cose creò una linea di jeans usando il suo nome come logo. La linea ebbe un successo strepitoso. I jeans erano più stretti di quelli che si usavano all’epoca.

Nel 1963 divorziò di nuovo e si risposò con lo scrittore e attore, Wyatt Emory Cooper, probabilmente l’amore della sua vita e padre di Anderson Cooper, e rimase sposata fino alla morte di lui nel 1978. Da Cooper ebbe anche un altro figlio che tuttavia morì suicida nel 1988 a soli 23 anni. Si gettò dalla finestra sotto gli occhi della madre. Eclettica come pochi, la rivista Life la definì la versione al femminile dell’uomo rinascimentale e oltre ad essere modella, designer, artista, la Vanderbilt fu anche scrittrice, con all’attivo due libri più uno co-firmato con il figlio.

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Redazione Montenapoleoneweb

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