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Un'evasione a Raiatea, in Polinesia, patrimonio Unesco

Data pubblicazione : 14/09/2017     
Autore : Franca D.Scotti


Il Marae Taputapuatea, il sito sacro dell’isola di Raiatea, riconosciuto recentemente Patrimonio Unesco, può rappresentare una straordinaria opportunità a livello turistico per aumentare la visibilità de Le Isole di Tahiti.
Famose per i loro paesaggi idilliaci, per la loro gente estremamente accogliente e per la vivace cultura che colora la vita di tutti i giorni, le Isole di Tahiti invitano dunque anche ad una ricca esperienza storica e culturale.

Il Marae è un antico sito sacro dove, prima dell’arrivo dei missionari europei, venivano celebrate molte delle principali cerimonie tra le centinaia di pietre che i polinesiani credevano custodissero il Mana, fonte di forza spirituale.
Il Marae Taputapuatea è il primo sito culturale in un territorio francese d’oltremare ad essere riconosciuto dall’Unesco.
Oltre al titolo appena ricevuto, Raiatea vanta infinite bellezze, sia di terra che di mare. Tra queste, magnifici percorsi per il trekking nel rigoglioso entroterra tropicale che conducono i turisti verso i monti Tapioi e Temehani. I più fortunati potranno anche imbattersi in un raro fiore endemico, il Tiare Apetahi. Gli amanti del mare, allo stesso tempo, saranno ampiamente accontentati: Raiatea è un punto strategico da cui salpare verso le vicine isole di Huahine e Bora Bora, o per scoprire la laguna di Taha’a, dove cresce “l’oro nero del Pacifico”, una qualità di vaniglia tanto speciale da essere diventata un prodotto di lusso richiesto in tutto il mondo.

A soli 45 minuti di volo da Papeete, Raiatea è il secondo centro economico de Le Isole di Tahiti. Rappresenta, inoltre un’importante base nautica, punto di attracco per molte imbarcazioni e compagnie charter. Un canale di circa 3 km separa Raiatea dalla sua isola sorella, Taha’a, che condivide la stessa laguna. Le cime montuose di Raiatea sono molto alte e aguzze – alcune superano anche i 1.000 metri di altezza. Le spiagge sull’isola non sono molte, ma con una breve escursione in kayak o in barca si raggiungono le pittoresche spiagge dei numerosi motu (piccoli isolotti), dove è possibile godere di una piacevole nuotata attraverso idilliaci fondali corallini o riposarsi all’ombra di rigogliose palme tropicali. Sono infatti tantissimi i siti per il diving, tra cui il Nordby, un relitto che riposa sui fondali a circa 29 metri di profondità.

Quest’anno ricorre anche un bell’anniversario per le isole di Tahiti.
Luogo di nascita dell’originale Overwater Bungalow, festeggiano i 50 anni dalla nascita della suggestiva sistemazione che si erge sulle acque turchesi delle lagune polinesiane e che ha contribuito a rendere così riconoscibile la destinazione stessa.
Nel 1967, Le Isole di Tahiti divennero la prima destinazione al mondo ad offrire alloggi costruiti direttamente sull'acqua: vennero infatti costruiti bungalow e ville tradizionali con il tetto ricoperto di foglie di pandanus in queste meravigliose isole immerse nella laguna blu, rendendole una delle destinazioni turistiche più desiderate al mondo.
Il bungalow sull'acqua è stato inventato da tre californiani che si trasferirono ne Le Isole di Tahiti negli anni Sessanta. Hugh Kelley, Muk McCallum e Jay Carlisle si innamorarono fin da subito della Polinesia Francese e di tutto ciò che essa poteva offrire. Conosciuti come i "Bali Hai Boys", i tre giovani aprirono hotel sia a Moorea che a Raiatea ma, mentre Moorea registrava ottimi risultati grazie alla sua posizione favorevole, alle sue bellissime spiagge e alla possibilità di fare snorkeling, Raiatea faceva più fatica, in quanto non aveva una spiaggia di sabbia. Kelley cercò quindi una soluzione ed ebbe un'idea che avrebbe rivoluzionato il turismo del paese per i decenni a venire: suggerì di costruire dei bungalow sull'acqua per dare agli ospiti l’accesso diretto alla laguna. Kelley pensò, infatti, che poter ammirare il bellissimo mare direttamente attraverso una parte del pavimento del proprio bungalow avrebbe rappresentato un’esperienza unica. Fu così che nacque il pavimento in vetro.
Non molto tempo dopo alcuni amici all'Hotel Bora Bora iniziarono a costruire dei bungalow nello stesso stile dei Bali Hai Boys. Oggi, questi bungalow sono nei sogni di milioni di persone in tutto il mondo e sono considerati la quintessenza del paradiso.





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