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STASERA VADO... A TEATRO!

Data pubblicazione : 05/06/2017     
Autore : Antonio Sarti


STASERA VADO A TEATRO! IL MEGLIO DELLA PROGRAMMAZIONE DEI TEATRI MILANESI A GIUGNO
 
 
Io, Moby Dick – Teatro Litta (dal 5 al 17 Giugno)

Il Capitano Achab, al comando della baleniera Pequod è alla ricerca di Moby Dick, la terribile, mostruosa balena bianca che anni prima, durante una battuta di caccia, gli ha amputato una gamba, distrutto la nave, mandato a picco il carico e ucciso molti uomini. Achab, accecato dalla sete di vendetta e contro ogni ragione, conduce la nave per mari pericolosi, alla ricerca ossessiva della balena, la quale, nonostante venga più volte ramponata, riesce sempre misteriosamente, quasi diabolicamente, a salvarsi. Intrisa com’è di rimandi allegorici, è questa una strepitosa storia di mare, forse tra le più avvincenti, una storia a ben dire epica. Moby Dick è ancora oggi il simbolo riconosciuto del desiderio dell’uomo di conoscere, o meglio, della piccolezza dell’uomo davanti al suo comune desiderio. A metà tra Ulisse e Caronte, Achab diventa così una figura archetipica, fermo lì ad interpretare la lotta impari dell’uomo contro la natura, la sfida della ragione contro gli orrori dell’abisso e la battaglia spirituale dell’uomo con se stesso, sempre alla ricerca – oggi più che mai – di un senso disperato per la propria vita.


Alfredino – Teatro Libero (dal 5 al 11 Giugno)

Lo spettacolo racconta le ultime 36 ore di vita del piccolo Alfredo Rampi, precipitato a 30 metri di profondità nel pozzo di Vermicino, e dei successivi quanto inutili tentativi di salvarlo. Era il 1981 e quella prima diretta no-stop presto si trasformò in un evento mediatico, che avrebbe dovuto documentare una storia a lieto fine e che invece ha segnato uno shock collettivo nazionale.  
Una storia che assomiglia a mille altre storie italiane, fatta di improvvisazione, approssimazione, coraggio, cialtroneria, conflitti tra poteri, politica e vanità. Protagonisti macchiette, nani, acrobati, eroi, mezzibusti, politici... come se quel pozzo avesse risucchiato l'intero Paese per risputarlo fuori sempre uguale a se stesso eppure irrimediabilmente mutato. Per molti dei commentatori dell'epoca, quell'evento segnò un punto di non ritorno.


Va tutto bene – Teatro Elfo Puccini (dal 5 al 9 Giugno)

Va tutto bene è una tragicommedia sul tema dell'abbandono, declinato in diverse forme. Al centro della vicenda c'è Attilio, figlio quasi diciottenne timido e inesperto, che deve fare i conti con l'ingombrante assenza del padre Ruggero e con la frustrante presenza della madre Annamaria, totalmente anestetizzata dalla televisione. Attilio si affida all'amico Edo che si pone nei suoi confronti come un vero maestro di vita guidandolo verso un discutibile viaggio alla ricerca della felicità. Ma l'arrivo della bellissima e misteriosa Lilly, venuta direttamente dal Paradise per portare notizie di Ruggero, sconvolgerà la vita di Attilio...
Uno spettacolo delicato e divertente, mai cinico, che tratta, senza prendersi troppo sul serio, temi universali come la famiglia, la morte, l'amore, il sesso, l'amicizia. I personaggi si barcamenano nella loro disperata ricerca di contatto umano.


Cattiverie – Teatro Libero (dal 12 al 17 Giugno)

“Cattiverie è una commedia, o meglio un varietà, che racconta il peggio degli uomini e dell’Umanità e lo fa nel solo modo che ci concede la nostra epoca: con sventata allegria”. Così Teatro D'Emergenza presenta il suo lavoro scandito in tre capitoli.
Tre partiture che sono di fatto tre sketch lanciati rispettivamente contro la logica del profitto, il voyeurismo della cronaca criminale e l'esercizio del criticismo etico. Come se l'ironia e il paradosso, spingendo le questioni fino alle estreme conseguenze, potessero rivelare in tutta la sua portata il moralismo strisciante e perbenista, che si annida in un certo pensiero condiviso.


Fuga in città sotto la luna – Teatro Elfo Puccini (dal 5 al 16 Giugno)

«Diceva Groddeck, psicanalista irregolare e sgangherato, che è utile ogni tanto mettere la testa fra le gambe e guardare il mondo sottosopra. Ma può anche bastare assumere lo sguardo di un altro, cosa che a noi attori viene semplice. E cosa può essere meglio per me di questa vecchia cagna moribonda che vuole, col poco fiato che ancora le resta, narrare alla sua ultima cucciolata la più bella storia della sua vita?
Tale è la protagonista di Favola di Tommaso Landolfi: non ha nome, parla in prima persona, e questo facilita assai il gioco teatrale, cioè la mia trasformazione nella narratrice. Una cagna umana, troppo umana, ma il suo essere comunque 'altra' mette a fuoco le stranezze nel comportamento dei padroni e le profonde discrepanze nei codici di comunicazione.


Fuorigioco – Teatro Franco Parenti (dal 6 al 18 Giugno)

La Storia si ripete sempre tre volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa e la terza come partita di calcio.
28 giugno 2012: Italia-Germania, semifinale degli Europei.
Gli occhi del paese sono puntati su SuperMario, perché non ci faccia fare la fine della Grecia (uscita ai quarti).
E poi certo anche sull’altro Mario, perché quella notte a Bruxelles convinca la Merkel ad allentare la cinghia. Ma a noi interessa il terzo Mario, il compagno di Anna, che abita in quel palazzo, dietro quella finestra, e quella sera vorrebbe soltanto guardarsi la partita, come tutti. Ma non potrà. Perché sul cornicione, silenziosi ed eleganti, ci sono Adriano e Laura: si tengono per mano, si vogliono buttare.
Ma perché? E soprattutto, perché proprio ora?!!
“Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò, sì!”


John e Joe – Teatro Elfo Puccini (dal 12 al 16 Giugno)

Essere primi o ultimi, nella società, è un fatto di predestinazione. John e Joe è "una specie di duetto", poetico e struggente. E comico, molto comico. È lirico, come le anime dei suoi personaggi, e clownesco, come sa esserlo il mondo, sedotto dagli affari.
Con tenerezza, la penna intelligentissima di Agota Kristof ritrae i suoi clochard smontando nella loro metafora la serietà dell'economia mondiale. Una sorridente storia di crudeltà insensate, capitali e rovine, che prende sostanza nell'affiatamento ventennale tra la regia di Valerio Binasco e le interpretazioni di Nicola Pannelli e Sergio Romano, applauditi quest'anno nel Bugiardo di Goldoni. Sono loro a impersonare la favola del denaro secondo due stralunati nullatenenti, i soli ad averla compresa.


Ritratto di donna araba che guarda il mare – Teatro Franco Parenti (dal 13 al 25 Giugno)

Un testo sulla condizione della donna e sul potere dell’uomo, una lotta verbale che genera distanza e alimenta incomprensioni.
Una riflessione non scontata su migrazione e scontri tra culture, e allo stesso tempo un’esplorazione della possibilità del tragico nella contemporaneità.
Un uomo europeo, solo in una città senza nome del Nord Africa, incontra una giovane donna: i personaggi parlano lingue diverse, ma per lo spettatore “sono la stessa lingua”.
La comunicazione appare dunque costantemente precaria: ed è proprio attraverso l’utilizzo di un linguaggio sfuggente e scivoloso che lo scontro-incontro tra culture rivela tutta la sua ambiguità.
L’autore si serve di una visionarietà vivida e capace di dare consistenza teatrale alla narrazione, per poi raggelarsi in un finale dalla quiete apparente, insieme funerea e rassicurante.

































































BOOK REVIEW: IL LIBRO DEL MARE DI MORTEN A. STRØKSNESMILANO PHOTOWEEK